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Podcast Episode 6: La Boston Moderna di Copley Square

Salve a tutti da Benvenuti a Boston, il podcast del Bostoniano.info. Il magazine della voce italiana nella capitale del Massachusetts.

ASCOLTA QUI L’EPISODIO SULLA BOSTON MODERNA E LA BIBLIOTECA DI COPLEY, CON JESSICA DELLO RUSSO

CLICK HERE TO LISTEN TO OUR ITALIAN LANGUAGE PODCAST ON MODERN BOSTON AND THE BOSTON PUBLIC LIBRARY AT COPLEY SQUARE, WITH JESSICA DELLO RUSSO

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Oggi andiamo a scoprire un lato architettonico più moderno di Boston, che fa parte del suo skyline.

Passeggiando per le strade di quest’antica città è impossibile non fermarsi rapiti davanti allo spettacolo della Hancock Tower a Copley Square: l’edificio più alto in tutto il New England, costruito interamente in vetro e formato da ben 10 mila finestre. Fu completato nel 1976 dall’Architetto Henry Cobb dello studio di Pei and Partners, ma dobbiamo anche sapere che quando il magnate Hancock finanziò l’opera, la volle accostare al concetto del beacon, del faro, che appunto attira i naviganti. Il faro come punto di riferimento della bellezza delle coste del New England. È da qui che infatti si può ammirare soprattutto nei tramonti il riflesso del sole  risplendere da come un’orma di un parallelogramma. Tutto il grattacielo lo si può cercare da qualsiasi posizione per trovare il nord, lo si può vedere anche quando la luce rossa del sole attraversa il Charles river o quando la nebbia lo avvolge.

Le pareti luminose creano un gioco di luci e ombre, dove si rispecchia per prima la Trinity Church del 1877: ma non è appunto solo un riflesso fisico, quello dello specchio dell’Hancock Tower. È innanzitutto una scelta l’averla inserita in una piazza ad un passo dalla classica Boston Public Library del 1895, revival di un rinascimento italiano, o dalla Old South Church del 1873 disegnata in stile gotico veneziano proprio all’angolo della Biblioteca. Una scelta appunto di riflessi proprio perché tutta la vittoriana Copley Square era stata sviluppata, così come anche Back Bay, durante il periodo della nuova agorà delle arti e delle scienze nel nuovo mondo, quando la casta dei bramini tra il 1865 e il 1915 aveva urbanizzato la capitale del Massachusetts lanciandone da allora il suo sempre più crescente eclettismo di memoria europea e multietnica.

E siamo appena usciti dal bellissimo chiostro della biblioteca di Copley e dalla sala del Trionfo della Religione,  siamo in piazza Copley insieme a Jessica Dello Russo, di formazione archeologa e storica. Grazie per essere qui con noi nel nostro podcast.

Quanta storia di Boston nasce da una zona così apparentemente moderna?

Dunque , tutta la zona del Back Bay è il risultato di un “Big Dig” iniziato nel 1859, all’epoca quello più grande mai intrapreso negli Stati Uniti.  Il progetto riempì l’estuario del fiume Charles, che dopo decenni di industrializzazione come una “Diga del Mulino”, aveva l’aspetto di una vera “cloaca, una spazzatura a cielo aperto”.   Il nome “Back Bay” descrive molto accuratamente com’era la zona ad alta marea!

L’iniziativa richiedeva l’arrivo ogni quarantacinque minuti, giorno e notte, di trentacinque carri pieni di rubble dalle cave di West Needham.   Così per quasi un mezzo secolo, i confini di Boston si allungavano, fino al punto che la città s’era quasi raddoppiata dall’aggiunta di terra di bonifica.

Sotto di noi, e sotto tanti livelli di discarica, c’è la classica argilla blu della zona fluviale, e quindi gli edifici che ci circondano talvolta si alzavano su piloni quasi  nove metri di lunghezza.  Ogni tanto, però, le precauzioni non bastavano: così il grande campanile della chiesa accanto alla biblioteca, la “New Old South”, cominciò presto a diventare una sorte di “Torre Pendente” nostra.

Ma Boston non credeva nei miracoli come a Pisa, e il campanile fu troncato, mi pare.

Si, e c’è sempre il giallo delle finestre che cominciarono a staccarsi da un grattacielo della Hancock Tower appena costruito nel ’76, che si trova proprio sulla Copley Square.

Il nuovo quartiere chiamato il “Back Bay” – di aspetto lungo e piatto – fu destinato in gran parte alla speculazione edilizia privata, sopratutto vicino al fiume stesso.  Ed ebbe gran successo, grazie al programma –completemente nuovo per Boston –  di costruire sui grandi viali alberati, lunghi ed anche molto larghi, con ampi marciapiedi ed spazio davanti alle case per piccoli giardini e scale monumentali.  La maggior parte dei primi residenti della Back Bay furono i cosidetti “Brahmins”, la gente dell’ alta  borghesia che voleva allontanarsi dai quartieri storici di Boston.

E Boston non rinuncia del tutto alla sua storia d’amore con l’Inghilterra. Cos’hai da raccontarci sugli ambiente della biblioteca di Copley Square e sulle due chiese qui accanto e di fronte?

Sorgeva qui la nuova Boston vittoriana, era un forte misto del sacro e del profano.  Ma la piazza attuale nasce quasi per caso – prima era un semplice bivio di strade, descritta come “un deserto pieno di polvere e vento”.  Assume solo il suo aspetto “monumentale” circa nel 1883, quando prende il nome dal grande artista John Singleton Copley, anche se ci voleva più di un secolo, prima che la sua statua venisse situata sul lato di Boylston.

Dato che la programmazione del quartiere stesso s’era ispirata da un modello francese, non ci sorprende che anche quasi tutti gli edifici attorno alla Copley Square furono costruiti in stile europeo, “romanico francese”.  Alla fine dell’ 800 attorno alla piazza c’erano anche le sedi del Museo delle Belle Arti di Boston, la Scuola di Medicina della Harvard, e la MIT.

Quasi un campus universitario d’eccellenza!  Ma l’unica istituzione di cultura rimasta fino ad oggi sulla piazza è la storica sede centrale della Biblioteca pubblica di Boston, quel bel palazzone in stile rinascimentale, con dentro stanze affrescate da un “fiorentino” di nascita, John Singer Sargent, e c’è anche un chiostro che ci porta ancora più in dietro nei tempi fino all’epoca medievale.

Quale futuro architettonico si prospetta per una città come Boston?

Vedremo nuovi palazzi a molti piani nei quartieri del centro, e anche il Sea Port, ed il West End – spesso senza provvedimenti per il parcheggio delle auto, però.  Non lo so – l’iniziativa di noleggiare bici funziona bene durante l’estate, ma a gennaio?  Vedremo come sarà.

Quando la neve sarà abbastanza alta. Si, andare in giro sulle strade di Boston così…

Malgrado l’attacco il giorno della maratona, successo proprio a Copley Square, sembra che tutti vogliano vivere a Boston.  Credo che diventeremo una Boston ancora più forte con l’aiuto dei nuovi residenti da tutto il mondo, che vogliono  una città bella e accogliente, accessibile e famigliare.  In questo, l’ affollatissima Copley di oggi non rappresenta la città museo del ‘800  ma la Boston che s’apre a tutti noi.

Grazie per l’auspicio e per essere stata qui con noi oggi.

Emanuele, è stato un piacere. Ciao.

 

About Emanuele Capoano

Emanuele is a correspondent for the Tuscan magazine LoSchermo.it and is also a theatrical actor. Before coming to Boston to teach Italian, he was a freelance radio journalist in Florence, Italy.