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Podcast Episode 8: Tra i Vini del Sud Italia a Boston e i Tragitti per le Cantine del Massachusetts

PER IL NUOVO ANNO, BRINDIAMO ALLA PRESENZA DEI VINI ITALIANI NELL’AREA DI BOSTON.
Nella prima parte dell’episodio, in un’intervista doppia i nostri ospiti, Francesco Calderaro e Ciro Pirone, ci raccontano i vini tra Campania, Puglia, Basilicata e Calabria che possiamo trovare sulle tavole di Boston.

Nella seconda parte, ascolterete come scoprire i tragitti per raggiungere le strade del vino in Massachusetts. Poi nell’intervista finale, l’esperto Francesco Calderaro completa il suo racconto sui vini siciliani a Boston.

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Prima parte

Ciao e tutti e Benvenuti a Boston, oggi parliamo di vini italiani. I vini italiani però meno conosciuti che possiamo trovare sulle tavole della capitale del Massachusetts. Le gemme, le perle enologiche di alcune regioni del Sud Italia presenti nell’area di Boston. E questa volta due ospiti ci daranno, in un’intervista doppia, consigli sui vini per ora di Campania, Basilicata, Puglia e Calabria.

 Salve a tutti, siamo con Ciro Pirone, grazie per essere qui con noi nel podcast del Bostoniano.

Prego, grazie a voi dell’invito.

Ciro Pirone è uno specialista del vino e direttore del vino italiano per Horizon Beverage. Cosa abbineresti con un vino che possiamo trovare nell’area di Boston, un vino magari del Sud o poco conosciuto, cosa abbineresti magari con qualcosa dalla Campania, con un’anatra, con dei funghi porcini, con una mozzarella in carrozza.

Wines from Campania

Wines from Campania

Come vino della Campania (logicamente la Campania è una regione con tanti vini storici) quindi accompagnerei  sicuramente un Aglianico (del Tiburno) prima ancora di tutt’altro, però con una bella mozzarella di bufala un Fiano di Avellino ci sta bene.

Cosa ci puoi raccontare dei vini della Campania, le loro caratteristiche o sui loro produttori presenti a Boston?

La Campania è una regione storicamente importantissima per quanto riguarda il vino, prima ancora delle regioni che oggigiorno sono famosissime come Toscana o Piemonte. Perché già all’epoca dei romani, il nome proprio di Campania Felix fu dato dai romani è dovuto al fatto che la Campania ricchissima a livello non solo culturale ma anche naturale. A partire dai grandissimi vini dell’epoca quali il Falerno, oggigiorno si arriva a vini molto importanti che sono riconosciuti a livello internazionale quali prima di tutto il Taurasi, riconosciuto come il Barolo del sud, ma in alcuni casi forse più eccellente. All’interno del Taurasi, che è una zona stupenda, 600/700 metri di altezza e comunque una zona di origine vulcanica, quindi vini fortissimi, vini con grande struttura e con grande longevità, una zona che è stata portata alla ribalta da grandi produttori quali Mastroberardino prima ancor di tutto, però oggigiorno ci sono tante cantine anche piccole che fanno un lavoro fantastico, e che grazie al loro lavoro si sono fatte riconoscere e oggigiorno si trovano anche a Boston quali una sicuramente è Fatica Contadina. Un grande vino, un vino sicuramente artigiano, un vino che rappresenta il territorio e proprio questa vulcanità del posto. E sicuramente cantine un po’ più grandi quali Terredora Di Paolo, Feudi di San Gregorio… quindi realtà comunque molto più conosciute però, diciamo, secondo me, si può trovare qualità un po’ dappertutto.

Cosa ci dici di un Costa D’Amalfi, di un’Ischia…

Mah, queste sono le zone che ultimamente hanno trovato un grande successo, un po’ per la bellezza paesaggistica e naturale della Costiera Amalfitana, grazie al lavoro comunque durissimo in cui questi produttori hanno investito… nella zona si trovano dei vini spettacolari. Perché poi la costiera è una zona dove c’è poco territorio dovuto al fatto della costa, quindi sono tutti terrazzamenti, vigneti molto piccoli, e lì grandi produttori quali uno sicuramente è Marisa Cuomo che lo si trova comunemente considerando le quantità ridotte di produzione. Qui sul mercato di Boston fanno vini stupendi. Rappresentano vitigni autoctoni quali Piedirosso, Biancolella, anche la Falanghina, comunque varietà che sono leggermente diverse rispetto all’entroterra della Campania quali Fiano, Greco e Falanghina. Vini con grandi mineralità, grande freschezza che si accompagnano in maniera perfetta poi sicuramente ai piatti tipici della Costiera Amalfitana.

E passiamo alla Puglia. Cosa abbiniamo invece con delle cozze, con delle orecchiette… In cosa si differenziano i vini pugliesi rispetto a quelli campani. Parliamo sempre dei vini presenti nelle migliori enoteche di Boston.

Wines from Puglia

Wines from Puglia

Ma la Puglia è un’altra regione che ha avuto tanto successo, perché la Puglia ha fatto sempre grande produzione e quindi i vini si sono fatti conoscere un po’ in tutto il mondo. Però la Puglia è tanto diversa rispetto alla Campania perché nella seconda c’è un clima quasi continentale come in alcune zone dell’interno come l’Irpinia, mentre la Puglia è la regione più piatta d’Italia col tavoliere delle pianure, e quindi lì i vini logicamente sono più caldi, vini che provengono dal sole. Le varietà autoctone che si sono fatte più riconoscere sono il Primitivo, nella zona di Manduria, il Negramaro, specialmente nella zona del Salice Salentino Doc, in un secondo tempo il Castel Del Monte che è la DocG di riferimento della Puglia… quindi questi sono vini molto più corposi, molto più fruttati…comunque per il cliente che cerca, non so, questo vino un po’ più caldo. Mentre rispetto alla Campania dove c’è molta più altezza, lì si fan vini un po’ più di finezza, di eleganza e col tannino più spesso.

E grazie anche a Francesco Calderaro che oggi è qui con noi nel podcast del Bostoniano.

Salve. Francesco è anche lui specialista italiano del vino per Winebow. Cosa abbiniamo con un bel piatto pugliese.

Due sono i vini che di solito trovi nelle cantine e nei ristoranti e che sono molto diversi tra loro. Il primo è il Primitivo e poi il Salice Salentino. Consiglio il secondo perché un po’ più leggero del primo e tra quelli di solito disponibili puoi trovare il Salice Salentino di Copertino o di Leone De Castris, che è una delle cantine più antiche italiane. Questo lo preferisco perché è più elegante, un po’ più leggero, ha quella nota piacevolmente amarognola sul finito. È composto da Negroamaro nel 90%, e poi il 10% Malvasia Nera.

Hai qualche Primitivo da suggerirci?

Quello che puoi trovare facilmente nei ristoranti soprattutto è quello della cantina Botromagno.

Aglianico del Vulture, Basilicata. Cosa ci puoi dire?

Wines from Basilicata

Wines from Basilicata

Pirone: Eh, Aglianico del Vulture è l’altro grande Aglianico del sud. Dove sicuramente il Taurasi è quello forse più conosciuto. Però ultimamente da quando l’Aglianico del Vulture ha raggiunto la DocG, ha raggiunto livello di qualità impressionanti. Dove il 100% è un vino prodotto in purezza quindi Aglianico, una varietà nobile del sud. Una varietà da rivalutare tantissimo, anche perché purtroppo sul mercato in molti casi si trovano soltanto gli Aglianici base, non si trovano veramente quelli di qualità. E il Vulture, proprio come la zona di Taurasi, è una zona vulcanica (il Vulture è un vulcano estinto)…da proprio nel sottosuolo si trovano questi terreni comunque molto minerali e molto ricchi di scheletro e che danno questi vini di grande carattere, di grande struttura e intensità, vini di grande longevità…

Calderaro: Un vino che considero una gemma è l’Aglianico del Vulture della cantina Bisceglia, il rapporto qualità-prezzo è proprio elevatissimo. Ovviamente l’Aglianico del Vulture rispetto a quello campagno (del Tiburno) è più rustico, più robusto.

Wines from Calabria

Wines from Calabria

Pirone: Beh, la Calabria è un territorio molto molto storico. La Calabria insieme a un po’ tutto il sud faceva parte della Magna Grecia, e comunque la terra chiamata Enotria dai greci, quindi una terra ricca di storia, ricca di cultura e ricca proprio di bellezze anche paesaggistiche ma anche climatiche quindi permettono grandi vini. E qui la varietà autoctone aldilà del Greco, come varietà bianca, che un po’ lo si trova dappertutto al sud Italia, sicuramente il Gaglioppo è l’uva di riferimento specialmente in vini quali il Cirò, quindi una zona stupenda sulla costa jonica.

Calderaro: Il Cirò sia in versione bianco o rosso o anche rosato. Bianco e rosso sono quelli che trovi principalmente. Parlando di gemme, sono delle perle perché offrono tantissimo, anche se portato dai greci nello stesso periodo in cui (la vite, ndr) è stato piantato in Campania. Quello calabrese ti da un vino molto più corposo, con dei sentori di frutta tropicale, quasi quell’ananas maturo che è anche molto più cremoso quindi un po’ più corposo. Mentre quello campano ha la vena acidula molto più accentuata. Ecco allora questo vino si può abbinare bene, è molto più versatile, quindi può andare dai formaggi a pasta molle a delle paste con crema o dei pesci.

Quindi il Gaglioppo per il rosso lo consiglieresti anche per i salumi?

Calderaro: Il mio suggerimento è principalmente con i salumi. Io direi che è il modo migliore per una cena, un pasto quando hai il classico tagliere con degli affettati, soprattutto se c’è del piccante. Gaglioppo è un vino che dà colore, ti offre quella piacevole sorpresa perché ti immagini di bere un vino molto leggero perché il colore è molto chiaro, però poi sul palato hai quasi come si dice in inglese quel kick.

Grazie per essere stato qui con noi.

Calderaro: Grazie a voi. È stato un piacere.

Pirone: È un piacere. Grazie a voi. Eh beh, bevete sempre vino italiano perché c’è sempre un vino diverso da bere ogni giorno dell’anno.

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Seconda parte

Ciao e tutti e Benvenuti a Boston, nella prima parte del nostro podcast dedicato ai vini abbiamo curato l’attenzione al nettare degli dei di alcune regioni del Sud Italia, quelli meno conosciuti che possiamo trovare nell’area di Boston. Questi consigli potranno esservi ancora più utili se chi ci sta ascoltando forse abita a Boston. Ma vale anche se ci state ascoltando dall’Italia e volete organizzare un viaggio in Massachusetts. A proposito, per chi non lo sapesse…Il Massachusetts, benché il mercato delle uve e l’industria del vino sono ancora legati a piccolissime produzioni, è uno degli Stati dove invece la coltivazione della vite si sta affermando sempre di più. Dai sapori floreali, di bacche, di miele, i più comuni vitigni coltivati nella zona sono le varietà di Chardonnay, Pinot Noir, Riesling, Gewurztraminer, Pinot Blanc, e Pinot Grigio, seguiti da…attenzione attenzione, dagli autoctoni americani ibridi Vidal Blanc e Cayuga. Chi l’avrebbe mai detto! Volete fare un viaggetto nelle cantine e nei vigneti? Se andate sul sito internet di  www.massvacation.com/blog/tag/wineries troverete tutte le mappe e i tragitti per raggiungerle. Il sito governativo non è da meno se volete scaricare una utilissima brochure con tutti i siti enologici , andate su www.mass.gov/agr/massgrown/wineries.htm – Ma se il Massachusetts è considerata ancora un’isola sperduta per gli amanti del vino, andiamo ad ascoltare invece cosa ne pensa Francesco Calderaro su una vera isola, la Sicilia. Nella seconda parte del podcast, uno dei due specialisti del vino italiano, continua a raccontarci dei vini siciliani che possiamo trovare sulle tavole di Boston.

Wines from Sicily

Wines from Sicily

Passiamo alla Sicilia, cosa abbiniamo con un pesce spada, delle sarde a beccafico, ma anche con dell’agnello, con della carne. Famosi sono il Nero D’Avola, ma anche l’Etna. Cosa possiamo trovare qui a Boston?

Ecco, se hai da abbinare un bianco al pesce spada o se sei bravo abbastanza da fare a casa le sarde a beccafico, un vino che consiglio vivamente è il Leone bianco di Tasca d’Almerita. Leone bianco è un vino molto particolare perché è composto principalmente da Cataratto, un vitigno siciliano. E poi nel blend c’è del bianco Traminer aromatico, e persino del Sauvignon blanc. Questo grazie al fatto che la cantina ha i vigneti nell’entroterra siciliano ad un’altitudine abbastanza elevata. E quindi alla fine questo vino poi ti offre quell’acidità ma anche quel corpo, quei sentori tipici del Traminer aromatico che di solito non trovi in un vino siciliano. E per cui potrebbe abbinarsi benissimo al pesce spada.

Mentre sei fai dell’agnello il Nero d’Avola è il vino che si abbina di più, perché ha quei sentori tipici di eucalipto, di menta, e poi è anche molto robusto come vino.

Mentre se andiamo su un vino etneo, del DOC Etna Rosso, ecco lì fai un’esperienza del tutto diversa perché hai un vino che non ha nulla a che fare con il resto della Sicilia. Intanto viene fatto da uve che sono molto diverse dal Nero d’Avola, sono Nerello Cappuccio e Nerello Mascalese. Il vino è molto elegante, molto leggero. Quindi un vino da abbinare a dei piatti comunque più sofisticati. Ecco potrebbe essere anche un vino da abbinare bene al famoso tacchino, al pasto del Thanksgiving . Perché è quasi un incrocio tra un Pinot Nero della Borgogna e un Nebbiolo che ti dà un elegante Barbaresco.

Per quanto riguarda i produttori dell’Etna Rosso, quello che trovi più facilmente è il Tenute di Terre Nere. Una piccola azienda che produce vini eccezzionali è Tenuta di Fessina e il vino si chiama Erse, questo è un vino che trovi meno facilmente perché la produzione è più limitata.

Per quanto riguarda il Nero d’Avola, un suggerimento è quello di provare il Nero d’Avola di Morgante. Morgante produce soltanto due vini, un entry level e una riserva. Quindi è considerato uno specialista del Nero d’Avola.

Un Cerasuolo di Vittoria? Per finire…

Senz’altro quello di COS.

Grazie per essere stato qui con noi, nel podcast del Bostoniano.

Grazie a voi, grazie a voi. È un piacere.

About Emanuele Capoano

Emanuele is a correspondent for the Tuscan magazine LoSchermo.it and is also a theatrical actor. Before coming to Boston to teach Italian, he was a freelance radio journalist in Florence, Italy.